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Essere Nanni Moretti

“Quando si parla di se stessi, l’autoironia è obbligatoria”: l’autarchico del cinema italiano nelle sue stesse parole: 1000 per l’esattezza.

di Cristian Micheletti

“Quando si parla di se stessi, l’autoironia è obbligatoria”: l’autarchico del cinema italiano nelle sue stesse parole: 1000 per l’esattezza.

“I miei film partono sempre da me, dai miei tic, dalle mie ossessioni, da quello che mi irrita. Il fatto che io abbia interpretato il ruolo di protagonista non significa che io creda necessariamente di essere il migliore, ma solamente colui che è più capace a offrire la giusta interpretazione di ciò che ho scritto. Il punto di partenza di Michele sono sempre io ma prende sempre strade diverse. In Bianca, per esempio, per una buona parte il personaggio coincide con me, poi prende una sua direzione, segue una sua personale follia. In Italia spesso fanno fatica a distinguere me dal mio personaggio, tanto che il pubblico non ha voluto credere che Michele fosse l’assassino di Bianca
24 images, dicembre 1993.

“Dopo i miei primi cortometraggi, ho sempre alternato il dolore e la felicità, i momenti drammatici e quelli comici, perché credo che quando si parla di se stessi, l’autoironia è obbligatoria per evitare di celebrare le proprie virtù ed essere troppo compiacenti con se stessi”
24 images, dicembre 1993.

 

“Un giorno, scherzando, ho affermato che mi piacerebbe girare sempre lo stesso film, ma ogni volta più bello”
24 images, dicembre 1993.

 

“Fino a La stanza del figlio incluso, pensavo che i miei film non avessero senso senza che li scrivessi, li mettessi in scena e ne interpretassi il ruolo di protagonista. Non pensavo però di essere uno sceneggiatore di mestiere, un regista di mestiere, un attore di mestiere. Credevo però che se avessi fatto queste tre cose contemporaneamente, questo mi avrebbe aiutato nell’obiettivo di proporre dei film personali. Ora invece non è più il caso: credo di poter essere utile come sceneggiatore per un film di qualcun altro, come attore per un film di un altro ancora e ho già fatto tre film di cui non sono il protagonista. Se oggi mi arrivasse una sceneggiatura che trovo bella e originale, potrei anche pensare di metterla in scena. Una cosa che ritenevo impensabile fino a qualche anno fa”
Bande a part, 7 dicembre 2015.

“Io non improvviso come fa Roberto Benigni, anche se, nonostante sia anche sceneggiatore, non preparo le scene prima del tempo, nemmeno alla vigilia delle riprese. Faccio sempre tutto all’ultimo momento, quando vengo accompagnato in auto sul set, come un bambino che fa i compiti all’ultimo momento e spesso non è che quando vedo gli attori, le location e tutto il resto che le cose non si chiariscono e che capisco finalmente come voglio girare la scena. Diciamo che non preparo molto le riprese ma giro molti ciak di ogni scena”
24 images, dicembre 1993.

 

Nanni Moretti nel 1998 - © Fabio Massimo Aceto / LUZ Essere Nanni Moretti

Nanni Moretti nel 1998 – © Fabio Massimo Aceto / LUZ

 

“Voglio ricordare allo spettatore, senza esagerare, che non sta guardando la realtà, ma un punto di vista sulla realtà. Cerco quindi di ricordare l’artificialità che c’è in un film anche nel modo di recitare degli attori che non voglio sia troppo realistico. Non posso sopportare quel tipo di recitazione in cui gli attori entrano in trance e si identificano completamente con il personaggio. Credo che l’attore debba al contrario poter mantenere una grande distanza, un distacco rispetto al suo personaggio. Deve poter giocare con il personaggio e comunque conservare un rapporto ambivalente con lui”
24 images, dicembre 1993.

“A differenza del mio amico Daniele Luchetti, che ha realizzato Il portaborse, io non credo che i cittadini italiani siano meglio dei politici che li governano. Mi ricordo che Luchetti disse in conferenza stampa che c’era una società civile migliore della classe politica; io ero presente in sala ma non sono intervenuto perché non sarebbe stato gentile da parte mia, dato che il film era suo, ma non ero per nulla d’accordo. Io credo che gli uni siano il riflesso degli altri”
24 images, dicembre 1993.

“Non capisco la confusione che c’è stata nella sinistra europea dopo il 1989. La caduta del Muro di Berlino non è divenuta altro che un pretesto per dimenticare tutto ciò che di buono era restato di ciò che la sinistra era stata in passato. Non è un caso se il personaggio che perde la memoria in Palombella rossa è un comunista. Io avevo capito, un po’ prima degli altri, che c’era un problema di memoria in quel partito, che per paura di tutto ciò che poteva succedere di negativo, come lo stalinismo, i comunisti italiani si erano dimenticati anche tutto ciò che di buono c’era stato. Come se volessero domandare scusa alla società per il fatto di essere diversi”
24 images, dicembre 1993.

 

“Credo che, invece di informare, i media creino ancora più confusione; tutto è uguale a se stesso e c’è una reale mancanza di coraggio che impedisce di agire. Perseguendo l’obiettivo di essere sempre più popolari, i quotidiani italiani sono diventati peggio ancora della televisione”
24 images, dicembre 1993.

 

“Ho un rapporto intermittente con la politica. In questo momento, è vero, non ho nessuna grande verità da raccontare e, anzi, sono piuttosto confuso. Rispetto ad alcuni periodi precedenti della mia vita, sono molto meno presente nella vita pubblica e non ho voglia di dire cose generiche e banali”
Bande a part, dicembre 2015.

 

Nanni Moretti nel 1998 - © Fabio Massimo Aceto / LUZ Essere Nanni Moretti

Nanni Moretti nel 1998 – © Fabio Massimo Aceto / LUZ

 

“Il problema del centrosinistra è che per vincere bisogna saltare due, tre o quattro  generazioni. Berlusconi fa il pieno del suo elettorato. Parla alla pancia degli elettori del centrodestra. Naturalmente i voti non se li guadagna, se li compra attraverso le sue televisioni, attraverso per esempio dei personaggi che non sono comici come la sinistra pensa. Per esempio Fede… non è un personaggio comico, non è nemmeno drammatico: è un personaggio violento! Come c’erano gli squadristi negli anni ’50 e ’60 che picchiavano in testa letteralmente, così lui metaforicamente picchia in testa alle persone che guardano la televisione”
Piazza Navona, manifestazione dell’Ulivo, febbraio 2002.

“Negli ultimi due interventi di Fassino e Rutelli… che scarso rispetto per le opinioni delle elettrici e degli elettori! Nei precedenti interventi si chiedeva un minimo di autocritica rispetto alle scelte di questi ultimi anni, rispetto alla timidezza, rispetto alla moderazione, rispetto a non saper più parlare alla testa, all’anima e al cuore delle persone! Mentre invece la byurokratiya che sta alle mie spalle non ha capito nulla di questa serata! Noi, mi dispiace dirlo, ma con questo tipo di dirigenti non vinceremo mai…”
Piazza Navona, manifestazione dell’Ulivo, febbraio 2002.

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