It En
It En

© LUZ S.r.l.
all rights reserved
Cookie and Privacy Policy
VAT n. 13122310157

Viaggio al termine della Gente

Grillini, Forconi, fake news e lotta alla Kasta. Leonardo Bianchi racconta il suo viaggio nell’Italia del risentimento

di Nicolò Barattini

Il sottotitolo recita Viaggio nell’Italia del risentimento, e in effetti quello di Leonardo Bianchi in questi anni è stato davvero un lungo viaggio attraverso un’Italia schizofrenica e arrabbiata.

Ne è passata d’acqua sotto i ponti dal ’92, quando a pochi mesi da Tangentopoli Beppe Grillo in giro per i teatri faceva intervenire telefonicamente la gente da casa. Eppure è in quel periodo che vanno ricercati i semi che hanno portato nell’ultimo decennio alla ribalta quello che di fatto è un nuovo fenomeno politico: il gentismo.

Un fitto crocevia tra lotte alla Kasta, fake news, Forconi, barricate, post sgrammaticati e dosi smisurate di risentimento verso l’autorità o l’istituzione di turno: sono questi i punti di partenza de La Gente – Viaggio nell’Italia del risentimento, edito da Minimum Fax, punto d’arrivo della pluriennale esperienza sul campo – materiale e virtuale – di Leonardo Bianchi, giornalista di Vice.

Leonardo: perché hai scritto un libro sulla Gente?
Il libro è nato perché negli ultimi anni, sia su Vice che su altre testate con cui ho collaborato, mi sono sempre occupato di politica, anche se non quella di palazzo, cosa che mi annoia profondamente, ma della politica un po’ più di strada: manifestazioni, eventi, personaggi abbastanza improbabili, che però mano a mano hanno assunto sempre più una rilevanza nel dibattito pubblico e politico. Ho pensato quindi di raccogliere insieme buona parte di quello che avevo fatto nel corso degli ultimi anni. A tal proposito il tema centrale che corre in tutto il libro, e che mi ha permesso di tenere insieme tutte queste cose, è questo nuovo soggetto politico, la Gente, con la “G” maiuscola, da cui discende il relativo fenomeno, il gentismo.

Definisci la Gente e il gentismo
Nel libro non ho volutamente dato una definizione poiché è un soggetto molto sfuggente, si scompone e ricostituisce, si attacca a determinate ideologie o le rinnega, cerca rappresentanza ma allo stesso tempo la rifiuta. Insomma è un fenomeno davvero multiforme così come il più vasto fenomeno politico del gentismo, che secondo me ha tre caratteristiche fondamentali: la contrapposizione tra casta e gente…

Casta con la “K” ovviamente…
Anche con la “k”…quando la casta è carica di steroidi (ride, ndr). Le altre due caratteristiche, infine, sono: l’indignazione come motore primario di molte manifestazioni cosiddette “apolitiche”, che spesso si rivelano di tutt’altra natura e, per ultimo, la capacità di creare delle realtà parallele che corrono di fianco a quella ufficiale, in grado però di alterarne il corso una volta entrate in rotta di collisione.

Che ruolo hanno avuto internet e i social media nella diffusione di questo fenomeno?
Internet è lo strumento perfetto per il gentismo. I social network, di conseguenza, sono la modalità d’espressione, di comunicazione e organizzazione prediletta. Da questo punto di vista internet ha avuto sicuramente un ruolo nella diffusione di certi fenomeni politici e di certi personaggi. Allo stesso tempo però non credo che sia la causa scatenante, piuttosto lo vedo come una sorta di fluidificante di alcune tendenze molto più profonde che già covavano nella società.

 

la gente minimum fax leonardo bianchi intervista leonardo bianchi

Leonardo Bianchi © Gabriele Ferraresi / LUZ

 

Tre momenti che secondo te hanno segnato e modificato il panorama politico italiano?
Sicuramente uno dei momenti di svolta è stato l’uscita nel 2007 del libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, La casta. Il secondo momento, paradossale, è la cosiddetta rivoluzione del dicembre 2013, passata alla cronaca come movimento dei Forconi. Quello è stato un punto di svolta, soprattutto per la novità nelle modalità di protesta. Infine, te ne dico uno che ho toccato solo marginalmente nel libro: la campagna contro le ONG che si è sviluppata nell’ultimo anno.

Hai citato il movimento dei Forconi; cosa ha avuto di così rivoluzionario?
Credo che i suoi aspetti innovativi siano sfuggiti quasi a tutti, comprese le persone che hanno organizzato la protesta. Da un momento all’altro molte piazze d’Italia si sono ritrovate piene di persone. In realtà quella protesta aveva una complessità davvero estrema, intanto perché era nata fuori da ogni circuito e canale di rappresentanza non solo politica ma anche sindacale; inoltre è nata grazie alla fusione, probabilmente irripetibile, di molte sigle davvero oscure e iperlocalizzate che hanno trovato questa forma di coordinamento che si è espressa soprattutto su Facebook, sia sul piano comunicativo che organizzativo. Involontariamente, nonostante alla fine sia stato un fallimento, per le modalità con cui è stata fatta si è potuta ridefinire in successo in quanto ha creato un nuovo modello di protesta sociale.

Cosa è successo invece con la campagna contro le ONG?
Tutto è partito da un articolo di Gefira, un think-tank olandese sconosciuto, che tracciava le rotte delle navi delle ONG impegnate nei salvataggi nel Mediterraneo. La notizia è arrivata in Italia grazie alla stampa di destra e al lavoro un po’ più sotterraneo di alcuni siti di controinformazione, quelli con la tag-line del tipo “Le cose che nessuno vi dice”(ride, ndr). Poi la vicenda è diventata virale grazie al video di Luca Donadel, giovane youtuber che si proponeva di andare al di là degli slogan di destra e di sinistra, per poi ritrovarsi in realtà a ripetere posizioni già uscite nei media di destra; tant’è che alla fine del video veniva sponsorizzato il libro di Mario Giordano… non esattamente un giornalista imparziale.

 

Quello delle ONG è stato un caso paradigmatico di come una narrazione possa essere tanto potente a livello comunicativo e politico quanto slegata dai dati di fatto e prove concrete.

 

Poi ci si è messa anche Striscia la Notizia
Infatti c’è stato un altro scarto perché quel video è stato ripreso da Striscia la Notizia e di conseguenza fagocitato dal mainstream. A quel punto la questione è totalmente esplosa. A mettere il carico definitivo è arrivata la politica con Di Maio e soprattutto, quello che è il vero protagonista della campagna, il procuratore Zuccaro.

Tornando alla politica, l’appiattimento del dibattito destra / sinistra è sotto gli occhi di tutti
Immagino ti stia riferendo al famoso “Aiutiamoli a casa loro” dal sapore leghista utilizzato in un passaggio del libro di Renzi. Ricorderai poi tutte le polemiche seguite alla pubblicazione quantomeno improvvida di quella frase sotto forma di card su Facebook – rimossa poco dopo, tra l’altro. Quella frase lì in realtà ha radici ancora più lontane: è un vecchio slogan di Forza Nuova del ’97.

Se Forza Nuova, Renzi e Salvini usano le stesse frasi vuol dire che c’è qualcosa che non va…
In merito a questi temi è uscito un libro di un linguista, Giuseppe Antonelli, che si intitola Volgare eloquenza. Antonelli mostra come tutto il linguaggio della politica italiana della Seconda Repubblica sia nato in contrapposizione a quello molto alto che aveva la Prima Repubblica.

 

Siamo passati quindi da un linguaggio artificiosamente troppo alto a un linguaggio basso, ma ancora più artificioso. C’è una continua rincorsa al ribasso e ce ne accorgeremo ben presto con la prossima campagna elettorale.

 

Allora te lo chiedo al volo. Cosa dobbiamo aspettarci da questa campagna elettorale alle porte?
Secondo me sarà una delle campagne più strane degli ultimi anni. Perché sostanzialmente siamo in una situazione in cui c’è un enorme caos politico e dalle elezioni probabilmente non verrà fuori alcun governo. La situazione è strana perché, ad esempio, è assolutamente paradossale che Berlusconi si sia ripreso la scena, o comunque sia ancora un attore cruciale. In questi anni ha talmente fatto il giro che è tornato al punto di partenza, e oggi può dire di essere l’argine contro i populismi.

Prima parlavi di realtà parallele: davvero qualcuno su Facebook ha scambiato Sasha Grey per una vittima dei partigiani?
Sì, qualcuno sì. Che ti devo dire?

Altri episodi clamorosi?
Un episodio che tratto nel libro risale alla liberazione di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due volontarie rapite in Siria nel 2014. Appena liberate, oltre a tutte le infamità che erano state dette sul loro conto, c’è stato un articolo di un sito che si chiamava Catena umana, ai tempi gestito da un ex imprenditore edile di Parma che, dopo la crisi della sua azienda, si era reinventato blogger. Il gestore di questo sito aveva fatto una cosa molto semplice: aveva preso la notizia della liberazione da un giornale e ci aveva aggiunto una riga; aveva scritto che le due volontarie avevano fatto sesso consenziente con i guerriglieri. Era chiaramente una calunnia, ma nonostante questo quella notizia è stata ripresa inizialmente dalla galassia dei siti bufalari, per poi essere rilanciata dal senatore Gasparri.

Ed ecco le famose fake news
Dobbiamo tenere presente che quando parliamo di fake news non stiamo parlando esclusivamente di analfabeti funzionali, perché tutti siamo cascati almeno in una bufala; indubbiamente è molto più grave quando a farlo, se non addirittura a crearle, sono giornalisti e politici. E qui ritorniamo all’erosione della fiducia nei confronti dell’autorità, cosa che non riguarda solo la politica, ma anche il mondo giornalistico che, in questo momento, è ai minimi storici.

 

Se la qualità dell’informazione è sempre più scadente non è certo colpa dei lettori.

 

È un panorama avvilente…
Sì però credo che alla fine non debba per forza finire male. La cosa che mi preme di più sottolineare è che non necessariamente c’è un giudizio negativo, non necessariamente bisogna denigrare dei fenomeni che comunque esistono, che sono complicati, che sono specifici, ma che ci aiutano, se compresi, da un lato appunto capire le contraddizioni e le ambiguità della politica e della società italiana, dall’altro di affrontarle correttamente se non vanno bene.

All’inizio del tuo libro parti da Grillo: come si inserisce il Movimento 5 Stelle in questo scenario?
È una bestia politica difficile da inquadrare e domare perché opera costantemente una sintesi fra posizioni diverse. Questa è la chiave del suo successo, questa vaghezza, questa indefinitezza. Una delle prime volte che mi sono occupato proprio sul campo del Movimento Cinque Stelle è stato ai tempi della prima elezione di un sindaco Cinque Stelle, a Sarego, comune nel vicentino di seimila abitanti. Poco dopo hanno vinto anche a Mira, sempre in Veneto. Osservando la storia politica di quei due comuni si poteva capire una cosa: Sarego era una roccaforte leghista, mentre Mira è storicamente vicina alla sinistra; in due situazioni agli opposti i Cinque Stelle avevano vinto. La chiave del loro successo è proprio questa: riescono a inserirsi in un vuoto e a risignificare quel vuoto in forma di consenso politico.

Forse dipende dal fatto che i suoi rappresentanti sono ritratti come liberi da qualsiasi “potere forte”
La qualità principale che permette ancora adesso ai Cinque Stelle di avere molti consensi è proprio questa: fuor di retorica i deputati sono ancora percepiti come “gente”. Nel libro parlo di una piccola manifestazione dello scorso marzo: “Circondiamo il Parlamento”. Ad un certo punto sono usciti Di Battista e Di Maio e la folla è impazzita, sembrava quasi un concerto di una boy band. Recentemente però abbiamo visto come ci sia sempre il rischio che il gentismo dei Cinque Stelle gli si ritorca contro; ad esempio, ti cito il caso dell’ex generale Pappalardo e delle sue truppe, che qualche settimana fa, fuori da Montecitorio, hanno fischiato Di Battista. Quindi diciamo che lo slogan grillino “Tutti a casa” può sempre ritorcersi contro.

From the same category: Speciale

Analytics

Questo sito usa Google Analytics per raccogliere dati sull'utilizzo, in modo da offrire un'esperienza utente sempre migliore. Cliccando su "accetto", permetti di abilitare il tracciamento delle tue interazioni su questo sito web. Potrai revocare il consenso in qualsiasi momento. Troverai l'impostazione dedicata nel pié di pagina di questo sito. Per saperne di più, leggi la nostra privacy e cookie policy

Cookie tecnici

Tutti gli altri cookie presenti sul sito sono di natura tecnica, e sono necessari al corretto funzionamento del sito web.

Altri cookie di terze parti

I cookie di terze parti possono essere bloccati dal browser dell'utente seguendo la procedura descritta nelle privacy e cookie policy.