It En
It En

© LUZ S.r.l. Società Benefit
all rights reserved
Cookie and Privacy Policy
VAT n. 13122310157

Senza più la trap

Dai Tauro Boys a Chopin, l’incontro con Niccolò Contessa de I Cani e il primo disco con uno stemma araldico in copertina: parla Tutti Fenomeni.

di Valentina Ecca

Poche informazioni, zero interviste e qualche collaborazione: Tutti Fenomeni (classe ’96) è la nuova promessa della scena romana. Giorgio Quarzo Guarascio viene proprio dal quel lato della Capitale dove si sono formati la Lovegang, i Tauro Boys e la Dark Polo. 

Lui, per quanto sia amico di alcuni di loro, è un cane sciolto che si allontana dal mondo della trap – quasi ripudiandola – e prova a correre da solo. L’album d’esordio nasce sotto la protezione/produzione di Niccolò Contessa. Pare che Contessa lo abbia contattato per fagli i complimenti e che, in studio di registrazione non si esponesse troppo: ‘Ma che ne so, i testi sono tuoi. Scriviteli tu’.

Abbiamo incontrato Tutti Fenomeni e ascoltato con lui Merce Funebre un disco che tra Depeche Mode, Franco Battiato e Rai Radio 3 Classica omaggia il citazionismo e le note scritte sul telefono.

Non si trovano molte informazioni su di te e sulla tua vita. Mi racconti da dove vieni e come ti avvicini alla musica?
La mia peculiarità testuale mi permette di fare musica, perché se avessi dovuto fare musica avulsa dal testo penso che non saremmo qui a fare questa intervista. Comunque negli anni ho suonato il pianoforte e da piccolo – dai due ai quattro anni – ho fatto un metodo americano, ovviamente mi ci hanno portato i miei genitori, che si chiama metodo Gordon. È un metodo sperimentale in cui si fanno dei giochi con il ritmo, e penso che questa cosa mi abbia portato a avere una sorta di orecchio e sensibilità nei confronti della musica. Poi alle medie ho suonato un po’ il flauto traverso e ho fatto gli scout: anche lì si cantava sempre e ho imparato un po’ la chitarra. Poi mi sono avvicinato alla musica che puoi fare da solo trovando le strumentali su internet e quindi mi sono approcciato più al mondo del rap e della trap: in quel momento ero influenzato da quello. Però diciamo che dal punto di vista di ascolti ho ascoltato musica molto varia.

 

Quando trovo delle canzoni che mi piacciono mi viene voglia di fare musica.

 

Com’è iniziata la collaborazione con Niccolò Contessa?
A caso, in un momento cui io cercavo uno studio, una persona seria con cui lavorare. Un giorno di un anno e mezzo fa mi arriva un messaggio di Niccolò Contessa, in cui mi diceva: “ciao sono Niccolò Contessa de I Cani e ti volevo fare i complimenti”. Così secco. Io conoscevo I Cani ma non Niccolò Contessa come nome. Conoscevo poche canzoni. Non sapevo che lui fosse un produttore. Da questi complimenti siccome stavo a Roma, era estate e non avevo niente da fare gli dico: “guarda mi farebbe piacere farti ascoltare le mie cose”. Come dici tu non si trovano mie notizie né tante mie canzoni su internet, soprattutto un anno e mezzo fa. Quindi siccome nel mio privato ne avevo diverse, mi avrebbe fatto piacere fargliele sentire. Dopo averle ascoltate mi ha detto che aveva uno studio e che gli sarebbe piaciuto produrmi.

 

Poi mi sono reso conto che ero stato fortunato, in Niccolò Contessa avevo trovato una persona al di sopra delle competenze che mi aspettavo, con cui è nata un’amicizia oltre che un sodalizio lavorativo.

 

Tutti Fenomeni intervista

Tutti Fenomeni © Vito Maria Grattacaso / LUZ

 

Pensi che la trap sia un genere che si può fare da ragazzini e basta?
Nella mia personalissima esperienza sì, perché per me ora quasi non esiste, io non ne voglio sentire, non ne voglio più fare, non ne voglio più sentir parlare. Quindi per me sì, però ci sono stato comunque molto in fissa. Ho questo ruolo da sempre, con gli amici, nelle situazioni, sono io di solito quello che mette la musica, che perde più tempo ad ascoltare la musica – perdere in senso lato.

 

Dedico delle giornate agli ascolti, c’è stato del tempo in cui l’ho fatto anche con la trap e conoscevo anche le canzoni meno famose, “le chicchette” che mi piacevano molto. Oggi io non sto continuando ad ascoltare quel genere per non esserne influenzato.

 

A volte mi capita che sento in un video una canzone trap nuova, magari subito la capisco e mi piace anche, però cerco di non farmi influenzare più. Lo ha fatto molto in passato e ho rischiato che mi portasse in dei punti che non mi piacevano.

Da dove viene il nome “Tutti Fenomeni”?
Nasce a caso, a casa di mia cugina dopo un pranzo di Natale. Aveva degli adesivi sull’armadio, non mi ricordo se aveva un adesivo sull’armadio con scritto “tutti fenomeni”, però comunque da questa cosa è nato questo nome. Ma non come nome artistico, non volevo più avere il mio nome proprio di persona su Facebook e mi sono chiamato “tutti fenomeni”. Creava quelle cose simpatiche tipo: “hai dei ricordi con tutti e altre cinque persone”, “saluta tutti”. Alle persone questa cosa è piaciuta e poi al momento della verità quando ho dovuto far uscire la prima canzone non me la sono più sentita di cambiare il nome, anche perché il mio nome: Giorgio Quarzo è già un nome d’arte. Perché Quarzo non è il mio cognome. Se devo cambiarmi il nome uso il mio: se invece devo usare un concetto diverso ne uso uno più difficile da farsi andare bene, ora viene accettato però anche io stesso non voglio essere chiamato “Tutti fenomeni”, ti costringo a chiedere il mio nome.

Parliamo di Battiato, nel video di Troppa vendetta dai il triste annuncio della sua morte, però nel testo del pezzo lo citi. È uno che ti piace e hai ascoltato o è tutto un grandissimo meme?
È il mio mito, non lo faccio morire nel video anzi, ci sta lui che sorride. È un gioco che è nato… non so bene cosa dire, in realtà mi scuso con Battiato se mai verrà a sapere questa cosa. Un po’ me ne pento se viene vista come: “Lo fai morire”. Era un telegiornale ironico, uno si può focalizzare su quello ma se lo guardi nel contesto non è cattiva come cosa.

 

Io conosco tutte le canzoni di Battiato, mi piacciono tantissimo. Quindi non lo faccio morire, però in effetti è un po’ pesante quella cosa… lunga vita a Franco.

 

Tutti Fenomeni intervista

Tutti Fenomeni © Vito Maria Grattacaso / LUZ

 

Un commento al video di Valori aggiunti su YouTube dice: “Tutti Fenomeni è Giacomo Leopardi con la cocaina”. Mi ha fatto molto ridere immaginare Leopardi che pippa. Tu sei stato in una scena in cui droga, soldi e bitch sono nel linguaggio e nell’immaginario quotidiano. Però non ti ci vedo molto, mi sembri uno che va oltre nella scrittura
No infatti non è così. Bitch sicuramente no, droga un minimo ci ho giocato.

 

Mi piace scherzare sul tabù, sfidare lo status quo, è una cosa un po’ infantile: dire la parolaccia quando non si può dire.

 

Inizialmente pensavo che quello che volevo fare era dire cose che lo status quo non permette, però ho capito che erano quelle più inflazionate, quindi ho accantonato l’idea. Per Leopardi non so, poverino.

Chi pensi sia il tuo pubblico?
Non lo so, vedremo chi ascolterà questo progetto. Per me il pubblico è una bella sfida. Vorrei attirare belle persone tendenzialmente.

 

Non lo so chi mi ascolta, mi piacerebbe che il disco fosse ascoltato in maniera omogenea. Rivolgermi comunque ai più grandi rispetto che ai più piccoli. Non ai miei coetanei, non parlo alla mia generazione.

 

Per ora parlo per me. Comunque mi sto esponendo e sto ancora aspettando qualcuno che si espone: auto citazione che si capirà dopo l’ascolto del disco.

Come funziona la scrittura dei tuoi pezzi?
L’esempio più lampante sono le note che ho sul telefono, sono più di tremila. Qualsiasi cosa mi colpisca, da una scritta su un muro, a quello che dici tu, alle battute di mio fratello, di mio padre, da un libro.

 

Io mi segno tutte le cose che mi interessano e le rimescolo, cambiandole secondo la funzione d’uso. Cioè faccio diventare i terrazzi delle verande: condono le frasi.

 

Ho visto un’intervista, forse l’unica, in cui dici che il live non è proprio la tua dimensione e che un po’ ti spaventa. Perché?
Non è che non è proprio la mia dimensione, è che mi segno tremila frasi e su quelle ho più sicurezza. Di live non ne ho fatti molti, ne ho fatto uno e mezzo in tutta la mia vita, sono molto meno sicuro. Ho meno certezze e ne posso parlare meno.

 

L’idea di salire sul palco mi piace ma mi deve piacere il pubblico che c’è e devo essere orgoglioso delle cose che canto.

 

Mi sono fatto vedere poco, ho fatto uscire poco del vecchio progetto proprio perché volevo avere un’omogeneità che mi fa stare bene. Con questo disco credo che sarò più a mio agio.

 

Tutti Fenomeni intervista

Tutti Fenomeni © Vito Maria Grattacaso / LUZ

 

Un artista con cui ti piacerebbe collaborare?
A parte Niccolò e Battiato, non lo so. Sto molto incentrato su di me. Ho fatto le collaborazioni coi miei amici di scuola – i Tauro Boys, ndr – era quasi inevitabile. Ora nessuna cosa che scrivo mi piacerebbe sentirla cantata da altri, poi collaborare con dei musicisti sì, però sarebbe fanta featuring.

From the same category: Musica

Subscribe to our newsletter

* indicates required

Please select all the ways you would like to hear from Luz Newsletter:

You can unsubscribe at any time by clicking the link in the footer of our emails. For information about our privacy practices, please visit our website.

We use Mailchimp as our marketing platform. By clicking below to subscribe, you acknowledge that your information will be transferred to Mailchimp for processing. Learn more about Mailchimp's privacy practices here.

Analytics

Questo sito usa Google Analytics per raccogliere dati sull'utilizzo, in modo da offrire un'esperienza utente sempre migliore. Cliccando su "accetto", permetti di abilitare il tracciamento delle tue interazioni su questo sito web. Potrai revocare il consenso in qualsiasi momento. Troverai l'impostazione dedicata nel pié di pagina di questo sito. Per saperne di più, leggi la nostra privacy e cookie policy

Cookie tecnici

Tutti gli altri cookie presenti sul sito sono di natura tecnica, e sono necessari al corretto funzionamento del sito web.

Altri cookie di terze parti

I cookie di terze parti possono essere bloccati dal browser dell'utente seguendo la procedura descritta nelle privacy e cookie policy.