It En
It En

© LUZ S.r.l.
all rights reserved
Cookie and Privacy Policy
VAT n. 13122310157

Essere Roger Federer

I punti di forza e i (pochi) punti deboli di King Roger, il più grande di sempre. Nelle sue stesse parole: 1000 parole, per l’esattezza

di Cristian Micheletti

“[Dopo aver eliminato Pete Sampras dal torneo di Wimbledon] Stavolta non ho retto l’emozione, mi si sono piegate le ginocchia. È una sensazione incredibile, mi sono guardato attorno e tutti erano in piedi ad applaudire. All’inizio non ci potevo credere, poi ho ringraziato il pubblico per il supporto durante tutti e 5 i set, e non sono riuscito a trattenere le lacrime che sono scese copiose come non avevano mai fatto dopo una vittoria. È stato bello”
TNT, 2001.

 

“Molte persone sminuiscono Sampras per il fatto che non ha mai vinto il Roland Garros e che per questo motivo non ha avuto una carriera da campione. Non potrei essere meno d’accordo: credo abbia avuto la miglior carriera di sempre”
Associated Press, 2006.

 

“Non ci sarà mai una rivalità come la nostra. Nemmeno quella tra Borg e McEnroe, nonostante le loro differenti personalità e il fatto che uno fosse destro e l’altro mancino. Murray e Djokovic sono molto simili. Rafa e io siamo agli opposti estremi ed è ciò che il pubblico ama di più”
Marca, 2013.

“[Dopo aver pianto durante la cerimonia di premiazione alla finale degli Australian Open, da cui era uscito sconfitto] Appena finito il match sei contrariato, scioccato, triste. Poi improvvisamente non riesci a controllare le emozioni e queste ti travolgono. Il problema è che non puoi andartene negli spogliatoi, prendendotela con filosofia mentre ti fai una doccia fredda. Semplicemente non puoi farlo. Sei bloccato là fuori, davanti alla gente. Ed è la cosa peggiore di tutte”
Conferenza stampa, 2009.

 

Roger Federer nel 2001 © Marco Galbiati / LUZ Essere Roger Federer

Roger Federer nel 2001 © Marco Galbiati / LUZ

 

“Chi fa il nostro mestiere ha una responsabilità importante verso gli altri. Abbiamo l’obbligo di fare qualcosa in più che colpire delle palle da tennis”
Conferenza stampa, 2010.

“La stampa ha iniziato a farmi tante domande, perché nessun padre aveva mai vinto tanto prima di me, ma io sono un campione nel riuscire a tenere le emozioni fuori dal campo di gioco. Mia moglie e i miei figli sono una grande ispirazione per me. La mia relazione con Mirka è sempre stata forte e intensa e ci chiedevamo se sarebbe cambiato qualcosa nel caso in cui avessimo deciso di fare dei figli. Avremmo dovuto fare questo passo? Alla fine abbiamo deciso di farlo, e di farlo il prima possibile in modo che magari i nostri figli avrebbero anche avuto la possibilità di vedermi giocare dal vivo. Ora la mia vita è in grande equilibrio e le mie prospettive sono cambiate. Improvvisamente ci sono delle creature che dipendono da me. Non ruota più tutto attorno a me come prima”
Conferenza stampa, 2010.

“Non sono arrabbiato. Come atleta dovresti essere aperto alle critiche e dovresti saperle accettare serenamente perché non tutti hanno le stesse opinioni, non tutti amano gli stessi giocatori. Il ranking è un concetto volatile: oggi sei un grande, domani non lo sei più e dopodomani sei di nuovo grande. Fa parte del gioco. Invece io guardo sempre al lungo periodo e, grazie a questo, riesco a stare calmo anche se c’è una tempesta”
Associated Press, 2010.

“[Dopo aver perso la finale di Wimbledon contro Novak Djokovic] Vincere o perdere è sempre qualcosa di speciale e qualcosa che ricorderai anche in momenti drammatici come il match di oggi. Il tutto è ancor più memorabile perché c’erano i miei figli e mia moglie a guardarmi. Questo è quello che mi ha toccato maggiormente, in tutta onestà. Lo scoramento per l’andamento del match invece passerà molto velocemente”
Conferenza stampa, 2014.

“Non ho un crampo dal 1999. Quella volta in coppa Davis fu l’unica volta in cui andai in panico. Ero giovane allora. Sono molto orgoglioso di ciò, non mi sono mai arreso, mai più avuto crampi. E questo grazie agli allenamenti, specialmente a carriera inoltrata quando sapevo che avrei dovuto sudare di più. L’ho fatto e sono stato molto fortunato e intelligente da capire come dovevo lavorare e quando dovevo lavorare. Perciò sono molto felice di non aver avuto infortuni per così tanto tempo. Spero di poter rimanere nel circuito per qualche anno ancora. Lo spero vivamente”
Conferenza stampa, 2014.

“Non credo di aver perso solo perché ero nervoso ma per tanti altri fattori. Durante una partita le pulsazioni sono molto elevate e ogni tanto succede che ti tremino i polsi e non riesci a capire perché. A volte le gambe si bloccano, perciò devi riuscire ad aggrapparti alla partita. È questo quello che mi piace dello sport e del tennis in particolare: se sei nervoso, sai che perlomeno ti stai muovendo, perciò puoi distrarre la mente dallo sforzo fisico”
Inside Tennis, 2015.

 

Roger Federer nel 2001 © Marco Galbiati / LUZ Essere Roger Federer

Roger Federer nel 2001 © Marco Galbiati / LUZ

 

“Credo che [le autorità antidoping] stiano facendo il possibile, ma noi possiamo fare di più. Quando ti stai giocando i quarti di un torneo, quando i punti sono pesanti, quando i soldi in palio sono tanti, dovresti sapere che al 100% sarai sottoposto a dei controlli. Credo che questa sarebbe una procedura semplice e lineare. E se decidono di continuare a fare dei controlli per un tempo più lungo, io sono al 100% d’accordo. Non intendo settimane e mesi, sto parlando di anni. È l’unico modo per far preoccupare gli atleti”
The Guardian, 2015.

 

“Non capite che giocare a tennis è soprattutto un grandissimo divertimento? Non ho bisogno di vincere 3 Slam all’anno per essere soddisfatto. Se il corpo non vuole farlo, se il cervello non vuole farlo, se mia moglie non vuole che lo faccia, se ai miei figli non piace, smetterò domani. Nessun problema”
The Guardian, 2016

 

“[Spiegando perché fosse scoppiato a piangere dopo aver battuto Cilic in finale a Wimbledon] Quello è stato davvero il primo momento nel torneo in cui sono riuscito a pensare a me stesso. E immagino che sia perché ho realizzato tutto in un colpo… che avevo vinto nuovamente Wimbledon, che avevo battuto un record… La mia famiglia era là a condividere con me quel momento. Avevo tanto sperato che anche i miei bambini riuscissero a essere presenti, non solo le mie bambine. E perciò mi sono sentito così felice e credo di aver anche realizzato quanta fatica avevo accumulato per poter raggiungere quell’obiettivo. È stato per tutte queste cose insieme”
Conferenza stampa, 2017.

Immagine anteprima: Roger Federer agli ATP Master Series di Parigi del 2008 © Simone Perolari / LUZ

Nella stessa categoria: Sport

Analytics

Questo sito usa Google Analytics per raccogliere dati sull'utilizzo, in modo da offrire un'esperienza utente sempre migliore. Cliccando su "accetto", permetti di abilitare il tracciamento delle tue interazioni su questo sito web. Potrai revocare il consenso in qualsiasi momento. Troverai l'impostazione dedicata nel pié di pagina di questo sito. Per saperne di più, leggi la nostra privacy e cookie policy

Cookie tecnici

Tutti gli altri cookie presenti sul sito sono di natura tecnica, e sono necessari al corretto funzionamento del sito web.

Altri cookie di terze parti

I cookie di terze parti possono essere bloccati dal browser dell'utente seguendo la procedura descritta nelle privacy e cookie policy.