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Italia low cost

L’economia, la percezione della sicurezza, la messicanizzazione, la Cina al centro del mondo, la penisola senza futuro: secondo Alberto Forchielli

di Gabriele Ferraresi

Come diventi famoso in Italia? In tanti modi: uno è se ti imita Crozza. Eppure Alberto Forchielli non ne aveva bisogno: imprenditore e giornalista classe 1955, una vita tra l’Asia e Bologna partendo da un MBA ad Harvard nel 1981, i modi un po’ ruvidi di chi non ne può più di ripetere sempre le stesse cose, Forchielli è spesso ospite su Radio24 e in tv.

Ed è l’ospite che tutti gli autori pregano risponda al telefono, che sia in Italia, che la linea tenga: cadenza felsinea, tempi di reazione misurabili in millesecondi, divisivo, simpatico al pubblico, esperto di questioni asiatiche e soprattutto cinesi, di economia italiana e globale, una rete di relazioni degna di un ministero, battuta pronta. 

Forchielli da qualche anno pubblica anche saggi che suggeriscono non timidamente di darsi una mossa. Muovete il culo! Lettera ai giovani perché facciano la rivoluzione in un Paese di vecchi, nel 2018 è il penultimo. L’ultimo è Fuoco e fiamme. Tutto quello che non ti dicono e devi sapere sul mondo di domani, entrambi pubblicati da Baldini+Castoldi.

Abbiamo parlato di Sea-Watch, di Russiagate, figuriamoci, di Bibbiano: ma un dibattito economico serio sul perché l’Italia va a rotoli non sembra conquistare gli italiani
Tutto previsto. Non mi scandalizzo neanche, guardo alle cose con rassegnazione ma non con rabbia. Non vado in giro a dire “Guarda come siamo ridotti…”, perché era da immaginare. 

Da qualche anno gli italiani – e non solo – hanno scelto di mettersi in mano a gente che ha studiato all’università della vita. Perché?
Per due ragioni: la prima è che sono sempre stati peggio, la seconda, “quelli di prima” avevano perso credibilità. Tutto questo si riassume in una voglia di cambiamento.

 

intervista alberto forchielli sapiens luz

Alberto Forchielli © Vito Maria Grattacaso / LUZ

 

Secondo te c’è voglia di vendicarsi contro “quelli di prima”?
“Quelli di prima”, cosa vuoi… non hanno prodotto ricchezza e si sono rifiutati di vedere due grandi fenomeni, ovvero l’immigrazione e la sicurezza, li hanno ignorati, considerando come minus habens le persone che li votavano. Io vengo dal PD, dalla sinistra, ci sono stato dentro fino al collo: un certo Alan Fabbri, Lega Nord, a Ferrara ha preso il 49%. 

A Ferrara…
Esatto, una città di provincia assolutamente tranquilla, dove non c’è neanche stata una de-industrializzazione, una città che è sempre stata progressista: solo che da qualche anno intorno alla stazione c’è una casbah, sono proprio due strade, ma dove non si sa che cazzo succede. Quando io ho detto a un importante esponente del PD bolognese “Guarda a Ferrara, han preso il 49%” risposta “Ehhh, ma sono degli sfigati… solo per due strade”.

 

Si vede che quelle due strade per chi vive a Ferrara fanno la differenza; e che se a te non interessa cosa pensa la gente, perdi.

 

È il famoso problema della percezione?
Sono anni che dico che è importante spiegarlo agli esponenti del PD ma sai… gli dici “Per chi dovrebbe votarvi la sicurezza è un problema” e loro ti rispondono “No guarda, le statistiche dei reati sono in calo, è solo un problema di percezione”. Sì, ma anche se è solo percezione la devi gestire. Non puoi dire che “Sono solo due strade” come a Ferrara, però la criminalità è calata. A livello di principio hanno ragione: ma se in politica rimani attaccato ai principi diventi irrilevante. 

Hai detto: “Per salvarsi bisogna uscire dal sistema, rompere le regole, farsi i cazzi propri”. Come si fa?
Si fa cercando di capire dove va il mondo e uscendo concettualmente dall’Italia, serve percepire la propria vita in un contesto mondiale e prepararsi per questo. Imparare professioni che possano essere vendute nel mondo, studiare, laurearsi, diplomarsi in materie che possano essere utili globalmente. Non sempre stare ad aspettare risposte dall’Italia.

 

L’Italia non risolverà mai il problema della disoccupazione: la disoccupazione si risolve individualmente acquisendo le capacità e le competenze che servono a lavorare, che poi servono sia in Italia che nel resto del mondo, ma in Italia ti pagano meno. Aspettare risposte “dall’Italia” non ha senso.

 

Domanda impegnativa: ma dove va il mondo?
Diventa un mondo dove la tecnologia regna sovrana, il sapere domina, dove c’è una crescita esponenziale nelle necessità di stare dietro a livello di società civile agli sviluppi di quella tecnologia: chi riesce a incanalare quel filone, che sia l’India, il Pakistan, il Bangladesh o l’Italia, riesce a sopravvivere. Questo è un aspetto. 

Poi?
Poi ci sono gli aspetti politici e geopolitici. Il mondo va verso un dominio della Cina e dell’area dittatoriale che le sta intorno, che comprende la Russia, l’Iran, e la Turchia. Sarà un mondo più cinese, più autoritario, più elitario, più razzista, capito? Tanti aspetti negativi, ma non è che a livello individuale ci si possa fare molto. 

 

intervista alberto forchielli sapiens luz

Alberto Forchielli © Vito Maria Grattacaso / LUZ

 

Per altre parti del mondo ormai l’Italia è un Paese low cost
Un Paese attratto in una spirale deflazionistica, per cui i costi calano e le aziende che esportano dove i prezzi possibilmente non calano si ritrovano con i prezzi che tengono e i costi che scendono, e quindi guadagnano.

 

Questo spiega perché abbiamo sostanzialmente mantenuto le quote di export, nonostante tutte le sfighe e tutti i supplizi cui condanniamo l’impresa nostrana: alta tassazione, alta burocratizzazione, lavoro rigido.

 

Nonostante questo le imprese italiane stanno al mondo, malgrado siano inserite in un sistema terribile. 

A proposito di Italia hai parlato di messicanizzazione
Il Messico è contraddistinto dalla parte nord che è moderna e con imprese eccezionali che esportano negli Stati Uniti; poi c’è la parte sud e centro con zone dominate dai narcos dove non esiste più l’economia formale; poi in mezzo c’è una zona frastagliata con un’economia domestica che non cresce, dove la gente lavora per 50 dollari al mese e ogni tanto scompare.

In Italia come andranno le cose?
La messicanizzazione in Italia avrà queste caratteristiche: alcuni distretti al nord dove l’industria e le imprese moderne – penso alle imprese del packaging, motociclistiche, dell’arredamento, dell’oleodinamica, e a molte altre – riusciranno a restare collegate all’Europa e a stare in piedi, anche se la gente dovrà vivere sempre più nei compound. Poi al centro-sud delle zone che saranno in mano alla mafia – anzi, alle varie mafie – e in mezzo un proliferare di industrie in nero.

 

Perché man mano che l’industria e il settore domestico recederanno sarà impossibile controllare tutte le manifestazioni che emergono. È un quadro che si sta già verificando.

 

Non solo al centro sud poi
L’altro giorno ho saputo che c’è il caporalato anche a Imola, dove vivo io. Ormai l’ispettorato del lavoro ha così poche persone che non riesce neanche più a controllare. Ci sarà una parte del Paese fuori dal controllo dello Stato, una parte del paese moderna e che parla inglese, e in mezzo un hotspot di fabbriche fatiscenti alla cinese con i proprietari che cambiano ogni due per tre, lavoratori in nero, immigrati che vanno e vengono, scompaiono. È già così. Non ci sarà la rivoluzione, figurarsi: ci sarà questo.

 

intervista alberto forchielli sapiens luz

Alberto Forchielli © Vito Maria Grattacaso / LUZ

 

C’è chi dice che conti più un cda di Facebook che un Consiglio dei Ministri: che idea ti sei fatto di Libra?
Da un lato ne sono entusiasta, perché è un sistema a basso costo e molto democratico che permetterà di bancarizzare oltre un miliardo di persone che non lo sono. D’altro canto quella roba in mano a Zuckerberg mi fa cascare i maroni, è la persona meno adeguata. È uno che in America gira con otto guardie del corpo, è tra le persone più odiate del pianeta. 

Facebook chiede di regolamentarsi: ma tu ci credi?
No. Il problema sai cos’è? Sono vent’anni che va così. Le agenzie di regolamentazione hanno scarse risorse e pagano la gente poco, queste multinazionali invece si permettono fior fiore di avvocati e fior fiore di lobbisti. Non ce la fanno più a regolamentare perché la questione è diventata politica, e questa gente ha ormai un potere che se la mangia la politica.

 

Pensa a tutti quelli che lavorano in agenzie tipo la SEC – la Securities and Exchange Commission… il loro obiettivo è fare lì esperienza due anni, e poi andare a lavorare da un’altra parte. 

 

Qualche anno fa suggerivi di muovere il culo: qualcuno ha ascoltato il tuo consiglio?
Qualche migliaio. Ragazzi che sono andati in Germania o in Svizzera a lavorare, anche lavori umili, uno l’autista, l’altro l’operaio, moltissimi ragazzi che sono andati all’estero. Migliaia, davvero. Chi a fare brevetti all’università, chi a fare il contadino.

Avevano qualcosa in comune?
Non accettavano la situazione in cui erano. Non erano pigri. Non volevano vivere sulle spalle di nonni e genitori e avevano la consapevolezza che l’Italia non ha futuro.

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