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Le sarte del libro

La letteratura per l’infanzia è molto più che principesse Disney e supereroi: parla Patrizia Frassanito di Storie Cucite.

di Valentina Ecca

L’editoria libraria è in crisi? Non per tutti. Esiste un’isola felice che continua a macinare numeri e risultati soddisfacenti, l’editoria per l’infanzia. L’originalità dei contenuti è una delle chiavi vincenti di quest’industria e ne abbiamo parlato con Patrizia Frassanito, una delle fondatrici di Storie Cucite. La loro storia parte dall’idea che i libri hanno ancora un grosso valore e che regalarne uno è atto di responsabilità: soprattutto se il destinatario è un bambino. 

Ci siamo fatti raccontare le difficoltà imprenditoriali di una start up, come si fa a parlare di paura, abbandono e morte ai bambini e di come oggi – la letteratura per l’infanzia – tende a creare solo storie a lieto fine. I cartoni animati e i supereroi hanno cambiato l’immaginario dei ragazzini, e mutato il mercato editoriale ma esiste chi prova ancora a distinguersi in un universo di storie fatte con lo stampino.

Patrizia come è nata l’idea di aprire una casa editrice?
Prima di diventare editrice lavoravo in un’agenzia di comunicazione, ancora prima ho iniziato in un ufficio stampa per la moda, poi ho cambiato. Mi sono licenziata con l’arrivo della prima figlia e ho deciso di rimettermi a lavoro con l’arrivo della seconda. L’idea nasce quando Luisa Carretti, mia socia, mi ha chiamata un giorno e mi ha raccontato il progetto. Le dissi che l’avrei aiutata con la comunicazione: era nata come una chiacchierata tra amiche poi pian piano abbiamo visto che stava prendendo forma. Abbiamo iniziato a cercare chi ci potesse aiutare, siamo approdate alla Camera di Commercio di Milano. La prima idea era quella di realizzare libri su misura per bambini e poi per adulti, da lì però le idee hanno iniziato a maturare e a venire fuori e quindi è stato un passo quasi naturale aprire una casa editrice. 

Cos’è un libro su misura?
È un libro realizzato per raccontare in modo originale la storia di una persona o un ricordo speciale. 

 

Abbiamo studiato cosa c’era sul mercato e abbiamo deciso di fare il contrario.

 

Quindi non volevamo un prodotto commerciale ma di nicchia e soprattutto volevamo che fosse esclusivo e artigianale: dalla costruzione della storia e delle illustrazioni sino alla confezione del packaging del libro.

Ci vuole tanto a farli?
Sì diciamo che per noi è fondamentale il tempo, proprio come valore aggiunto. 

 

Non puoi realizzare un prodotto artigianale in due mesi. 

 

Nulla è preconfezionato, si parte da zero: dalla persona che ci commissiona il lavoro. È artigianato anche la scrittura: un percorso intimo che facciamo col cliente. Partiamo dalle interviste per capire cosa vuole effettivamente raccontare della sua vita. Per noi è come confezionare un abito su misura. Questo libro è cucito sulla persona: dal racconto, alle illustrazioni fino al confezionamento finale. Ogni libro è diverso da un altro.

 

Patrizia Frassanito Storie Cucite

Patrizia Frassanito © Gabriella Corrado / LUZ

 

Siete due socie fondatrici donne. Come è nata la vostra collaborazione?
Io e Luisa siamo di Lecce e ci conosciamo dai tempi della scuola. Oggi viviamo in città diverse, passiamo il tempo in videochiamate Skype per coordinarci. In realtà per adesso è comodo così, copriamo meglio il territorio: io in Lombardia, lei in Toscana e insieme nel Sud Italia dove di libri per l’infanzia si parla molto poco. 

L’editoria per l’infanzia è un mondo abbastanza femminile mi sembra, no?
Sì, devo dire che ci sono molte donne nel nostro campo. Nell’editoria indipendente è così, quando si parla di grandi editori invece sono gli uomini a comandare. Continua a essere così.

 

Patrizia Frassanito Storie Cucite

Patrizia Frassanito © Gabriella Corrado / LUZ

 

I vostri libri hanno affrontato argomenti come il silenzio, la solitudine e la paura. Perché parlare ai bambini di questi temi?
Perché ovviamente non volevamo fare cose semplici! Abbiamo deciso – per la collana di narrativa Dritto&Rovescio – di collaborare con specialisti dell’infanzia: per ogni libro vengono scelti degli argomenti  legati al percorso di crescita del bambino e non sempre i temi trattati sono facili o hanno un lieto fine. 

 

Il bambino si immedesima nella storia, nei personaggi e grazie a questo decodifica e scopre emozioni e sentimenti a cui, magari prima, non sapeva dare un nome o – peggio – pensava di provare solo lui. 

 

Alla fine del libro viene dedicata una parte in cui il genitore e l’insegnante può trovare dei consigli utili sull’argomento. Ci sono bambini che si immedesimano nelle storie e nei personaggi: “Ah però vedi, non solo io ho questa paura e provo queste sensazioni”. Si tratta di tappe fondamentali che fanno parte della crescita di ognuno, prima o poi tutti i bambini nutrono dei timori: paura dell’abbandono, della solitudine o di perdere un componente della famiglia. È una sensazione che li accompagna per tutta la vita, però bisogna rassicurarli. 

 

È necessario creare un dialogo in famiglia: il bambino non va mai lasciato all’oscuro di ciò che accade intorno a lui. Il rischio è che il bambino interpreti a suo modo gli eventi lavorando d’immaginazione attribuendo loro una gravità che non è poi quella reale. 

 

Ci sono argomenti più difficili da affrontare: per esempio la morte. Argomento tabù nei libri per l’infanzia, invece se spiegata può essere elaborata e compresa anche da un bimbo.

Infatti ci sono anche storie per l’infanzia che non hanno un lieto fine
Ma certo! Se ci pensi tutte le fiabe, quelle che noi conosciamo – dei fratelli Grimm e di Perrault – nascono da racconti popolari e tutte avevano finali macabri e tristi. Poi sono state rimaneggiate e tutte edulcorate. Una delle fiabe più lette ancora oggi è Cappuccetto Rosso per esempio. I bambini la amano, e anche se hanno paura del lupo vogliono sapere cosa fa e cosa succede. Lo temono, ma lo cercano.

 

Patrizia Frassanito Storie Cucite

Patrizia Frassanito © Gabriella Corrado / LUZ

 

Nella copertina di Yxxy – Un giorno speciale compare un bimbo in sedia a rotelle. Come si racconta la disabilità ai bambini?
È importante parlarne in maniera naturale, quello che succede è che spesso sono i genitori a notare la disabilità e a volerla nascondere.

 

In un disabile prima si nota la carrozzina poi la persona. Abbiamo notato che i bambini scelgono il libro perché sono attratti dai colori: lo notano i genitori che c’è un bambino sulla sedia a rotelle, per i bambini è perfettamente normale. 

 

La disabilità è un argomento tabù ma è l’adulto che crea lo stereotipo. Capita magari in mezzo alla strada che un bambino indichi chiedendo il perché qualcuno è sulla sedia a rotelle o perché cammina male e i genitori puntualmente lo zittiscono. Bisogna spiegare, non c’è bisogno di azzittire. Yxxy è un libro che spiega al bambino che tutti hanno gli stessi problemi: per esempio Alexander – protagonista della storia – ha paura di non essere accettato e di non farsi degli amici. Esattamente come qualunque bambino durante i primi giorni di scuola. Nel secondo volume abbiamo affrontato il tema dell’identità personale, quindi anche di genere, per evidenziare quanto sia importante smettere di attribuire etichette, come quella di disabile appunto, e ricominciare a considerare ognuno come individuo con le proprie diversità. Si parla anche di sessualità, rompendo un po’ il luogo comune che i bambini disabili non si interrogano o non sono curiosi rispetto a questo argomento. 

 

Ovviamente bisogna trovare il linguaggio giusto, ma anche un argomento come la scoperta della differenza fra generi può essere trattato in un libro per l’infanzia. 

 

Nella vostra realtà la lentezza è un punto di forza. Ma non si rischia di essere fuori tempo?
Nell’editoria il tempo è fondamentale, noi abbiamo un piano editoriale costruito su tre anni. 

 

Torna sempre la questione del tempo, non si può parlare o progettare un libro dall’oggi al domani. Per avere un prodotto di qualità è necessario aspettare. 

 

A volte una storia si può scrivere in un mese, però il tempo per poterla realizzare è più lungo. Noi partiamo anche uno o due anni prima. Cerchiamo di avere argomenti universalmente attuali ma a volte capita di essere fuori tempo. I casi editoriali come Storie della buonanotte per bambine ribelli (Mondadori) hanno creato un trend: sulle bambine, sulle donne, sull’importanza di queste figure femminili. Bene, va benissimo però non è detto che uno debba seguirle queste mode. L’emancipazione femminile era attuale anche vent’anni fa, come le tematiche dell’ambiente e della sostenibilità. Magari noi realizzeremo un libro sugli orsi polari fra tre anni e sarà attuale lo stesso. 

 

Patrizia Frassanito Storie Cucite

Patrizia Frassanito © Gabriella Corrado / LUZ

 

Come si sceglie l’argomento di un libro per bambini?
Il divertimento ci deve sempre essere, anche nei libri di narrativa. La lettura deve essere divertente e senza intromissioni dell’adulto. Non deve insegnare nulla ma se il bambino trova in quel libro qualcosa che lo aiuta noi abbiamo centrato l’obiettivo. Stimolare il ragionamento: non è all’adulto che deve piacere è il bambino che deve capirlo. Per noi è fondamentale e centrale il bambino. 

 

Non è facile scrivere per loro, i bambini non hanno sovrastrutture come gli adulti.

 

In che modo la scrittura aiuta i bambini a decodificare sentimenti come l’abbandono, la solitudine, la paura?
Non è la scrittura in sé ma il racconto di una storia “autobiografica” o comunque realistica che permette di identificarsi e di riconoscere che un’emozione provata, un’esperienza vissuta è “normale”, perché magari è capitata anche ad altri. 

 

Patrizia Frassanito Storie Cucite

Patrizia Frassanito © Gabriella Corrado / LUZ

Perché è importante coinvolgere degli specialisti quando si scrive per i bambini?
Quando si affrontano certi argomenti si lanciano dei messaggi ai bambini che ci leggono e bisogna stare attenti a non cadere in certi stereotipi. Quando abbiamo strutturato la collana di narrativa abbiamo maturato l’idea che il parere di uno specialista sarebbe stato di maggior valore e prezioso soprattutto per quei bambini che hanno difficoltà ad esprimersi in famiglia e per quei genitori che non trovano le giuste parole per aprire un dialogo con i propri figli. Volevamo dunque aggiungere una componente educativa, libri divertenti ma utili. Un suggerimento dell’editore non ha lo stesso peso di un parere dello specialista che può contribuire con il suo sapere a dare valore all’argomento.

Che riscontro avete dai bimbi e dai genitori che hanno letto le vostre pubblicazioni
Chi sfoglia i nostri libri apprezza la raffinatezza delle illustrazioni e dei testi, qualcuno a volte si emoziona anche per la profondità dell’argomento trattato. Ci dicono che sono pubblicazioni di qualità per lettori forti, forse un po’ di nicchia ma che stimolano alla riflessione, al gioco. Tutti apprezzano il nostro impegno verso l’accessibilità. Essere scelti dai piccoli lettori, ci dà la misura che siamo sulla buona strada.

 

Patrizia Frassanito Storie Cucite

Patrizia Frassanito © Gabriella Corrado / LUZ

 

Il libro che preferivi da bambina?
Ricordo che mia mamma mi leggeva da piccolissima Pinocchio di Collodi ed ero affascinata da Biancaneve. Il libro cuore lo avevo letto perché me lo aveva dato la mia maestra a scuola. Piccole Donne mi piaceva allora e l’ho riletto anche da grande.

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