It En
It En

© LUZ S.r.l.
all rights reserved
Cookie and Privacy Policy
VAT n. 13122310157

La guerra di Piero

“Sii la persona che gli Angela vorrebbero tu fossi”: i 90 anni di Piero Angela, il padre della divulgazione scientifica italiana

di Lorenzo Fantoni

“Sii la persona che gli Angela vorrebbero tu fossi”: i 90 anni dell’immenso Piero Angela, il padre della divulgazione scientifica italiana

Le iene del Serengeti, il deserto del Kalahari, il grande squalo bianco, la foresta pluviale amazzonica, il feroce allosauro, la Barriera Corallina. Cosa hanno in comune tutte queste cose? La maggior parte degli italiani ne ha scoperto l’esistenza guardando un documentario di Piero Angela.

Non so come funzionasse a casa vostra, ma a casa mia due cose erano sacre: non si criticava mai il cibo della mamma, anche quando mangiarlo ti faceva rimpiangere i nemici di Bond che si uccidevano con la capsula di cianuro, e Quark.

I documentari di Piero Angela erano un rito, un’emozione, un viaggio in mondi che avresti voluto toccare con mano. Il dolce coro della sigla era come il coro di una liturgia che mi portava nel sancta sanctorum, l’ultimo atto di una cerimonia  illuminista che iniziava tra le pagine dei libri di storia naturale, nella voglia di passare un pomeriggio a spiare le formiche con una lente di ingrandimento, nella gioia di farsi regalare un microscopio.

Sì, da piccolo ero un odioso bambino nerd che sapeva un sacco di cose e che probabilmente avresti odiato, di sicuro mi odiò la maestra quella volta che mi chiese una parola con la E, risposi “esoscheletro” perché l’avevo visto in un documentario.

Ma torniamo su Piero.

 

© Fabio Massimo Aceto / LUZ

© Fabio Massimo Aceto / LUZ

 

L’evoluzione del personaggio di Piero Angela è interessante, perché segue l’andamento della nostra società e i mutamenti dei media. È la storia di un uomo che non aveva alcuna intenzione di essere niente più di una voce che accompagnava le meraviglie del mondo, ma che il postmoderno e la cultura del meme hanno trasformato in una sorta di culto laico, una figura di riferimento per tutti quelli che non vogliono lasciare internet in mano ai complottari, gli esperti di scie chimiche, gli antivaccinisti, quelli che curano il cancro col bicarbonato o che negano le missioni lunari.

 

Più in generale Piero Angela è il punto di riferimento per chi non si rassegna a dare ascolto solo alla sua parte più becera, a chi non fa dell’ignoranza un valore perché non ha altro.

 

Una volta ho letto una frase bellissima che racchiude perfettamente tutto questo: “Sii la persona che gli Angela vorrebbero tu fossi”. Sì, gli Angela, perché l’opera più bella di Piero non è stata tanto l’aver reso il format del documentario un prodotto per tutti, ma aver mostrato a tutti che la cultura, il sapere, la conoscenza e la curiosità sono valori che possono essere tramandati di padre in figlio e che se volete un mondo migliore dovete iniziare ad essere genitori migliori. Chi ha bisogno di Indiana Jones e suo padre quando hai gli Angela?

Lo stesso Piero è in fondo l’esempio di una coltissima mela che non è cascata molto lontana dall’albero. Ha più volte dichiarato di aver ricevuto una rigida educazione piemontese che aveva come pietra angolare il concetto di “volare basso”. In una intervista con un altro grande della televisione italiana, Gigi Marzullo, dichiarò che era stato educato a vivere non solo come antifascista ma anche “Un passo indietro. Prima di fare qualcosa, studiare, mai azzardare. La tradizione del vecchio Piemonte l’ho vista a casa, in mio padre: essere modesti, sobri, non esibire“.

Da un uomo che ha con molta probabilità contribuito a portare verso la scienza centinaia di persone sarebbe stato lecito aspettarsi una fulgida carriera scolastica, invece Piero a scuola si annoiava, non per scarso interesse nella materia, ma per un metodo d’insegnamento che trovava noioso. Leggenda vuole che siano state proprio quelle lezioni noiose a instillare in lui la spinta verso la divulgazione scientifica. Una noia che lo accompagna anche all’università tanto che poi mollerà anche il Politecnico di Torino, non sapeva che la vita aveva in serbo per lui nove lauree honoris causa.

Nel frattempo decide di studiare pianoforte e diventare un buon jazzista, con tanto di nome d’arte: Peter Angela. La passione per la musica è tale che anche dopo esser diventato il faro della divulgazione scientifica in Italia non smetterà mai di suonare. “Chi coltiva il talento in uno strumento vive meglio, perché ha un secondo pianeta, quello in cui io ogni tanto vado quando voglio togliermi da tante beghe”.

 

piero angela e silvan

© Fabio Massimo Aceto / LUZ

 

A volte mi chiedo cosa ne sarebbe stato di noi se Piero Angela avesse deciso di continuare con la musica, probabilmente oggi l’Italia sarebbe qualcosa di molto simile alla desolazione post-atomica di Hokuto no Ken o Mad Max.

Il lungo rapporto tra Piero Angela e il giornalismo inizia quasi per caso, un bel giorno scopre che in RAI cercano dei radiocronisti, dopo un corso e un periodo da freelance entra nella tv di Stato come cronista e collaboratore del Giornale Radio e diventa corrispondente da Parigi e da Bruxelles per 13 anni. Poi gli chiedono di tornare in Italia per condurre la prima edizione delle 13 del telegiornale nazionale e in seguito inaugurerà il TG2 insieme ad Andrea Barbato ed è qua che inizia il suo mito.

Ultimamente di fronte a ogni missione spaziale si alza un coro di menti illuminate che ne contesta l’utilità. “Eh ma a cosa serve spendere questi soldi, con tutta la gente che muore di fame, ma perché non vengono usati per la fame nel mondo”. Bene sappiate che andare nello Spazio ha permesso non solo lo sviluppo di molte tecnologie usate oggi, ma ha anche avuto un’altra ricaduta fondamentale per la nostra memoria collettiva, creando il personaggio di Piero Angela.

Il suo debutto alla guida del telegiornale nel ’68 coincide infatti con una serie di servizi sulla missione Apollo, con tanti di speciali direttamente dagli Stati Uniti, si chiamano Il futuro nello Spazio. In quegli anni Roberto Rossellini aveva dato alla sua carriera una svolta didattica, documentaristica, che affascinò Angela e piantò nel suo cuore i semi del cambiamento. In America la Scienza e Piero si conoscono bene per la prima volta, si amano e si giurano amore eterno. Tornato in Italia sottoporrà alla direzione di rete dieci puntate sulle ultime novità nel campo della medicina, della biologia e della tecnologia.

Per dieci anni dal 1971 pensa e scrive una serie di speciali tutto da solo. Destinazione Uomo, Da zero a tre anni, Dove va il mondo?, Nel buio degli anni luce, Indagine critica sulla parapsicologia, Nel cosmo alla ricerca della vita sono trasmissioni differenti accomunate da una sola fondamentale caratteristica: spiegare la scienza con interessa, passione e semplicità, danzando sul sottile confine che passa tra una lezione accademica e la pseudoscienza di Focus. Per la televisione dell’epoca è un’idea rivoluzionaria, perché fino a quel momento il massimo concetto di divulgazione scientifica per la Rai era stato il maestro Manzi con Non è mai troppo tardi.

Con le sue trasmissioni Piero Angela dimostra che c’è un pubblico di persone attente e curiose che alla televisione non chiedono solo un intrattenimento fatto di canzoni, soubrette e film, ma c’è anche spazio per la scienza.

Quark arriva nel 1981, quando finalmente la rete decide di affiancargli uno staff per trasformare la sua piccola nave in un bellissimo incrociatore stellare pronto a bombardare gli italiani di cultura. La prima puntata si porta a casa 9 milioni di spettatori, milioni di retine che per la prima volta vedono come un leone uccide una gazzella, come un ragno tesse la sua tela, come il sangue scorre nelle nostre vene, come cacciava un tirannosauro o cosa si nasconde oltre il nostro sistema solare.

Difficile ancora oggi quantificare l’impatto di una trasmissione come Quark, che porta in Italia un modello documentaristico ispirato a quelli inglesi, ma lo arricchisce con uno stile tutto suo. La trasmissione infatti fa ampio uso dei documentari della BBC, mescolati con produzioni italiane e con alcuni cartoni affidati a Bruno Bozzetto che si rivelano perfetti per veicolare concetti complessi in maniera semplice.

Col tempo Quark si moltiplica, si spezzetta, cambia faccia per diventare pillola informativa, evento tematico o trasmissione in prima serata. Non si limita più a importare filmati dall’estero, ma inizia a produrli internamente, con finestre aperte sulle bellezze dell’Italia o del mondo, a volte esce dal set per condurre dirette dal Foro Italico o altri scenari bellissimi, facendo parlare cantanti, attori e scienziati, tutti sul palco, per unire scienza e intrattenimento.

Il 4 giugno 1999 si celebrano le 2000 puntate complessive di tutto ciò che ha avuto come nome Quark. 2000 puntate, non di una soap opera, non di una trasmissione sportiva, non di quiz televisivo, ma di una trasmissione di divulgazione scientifica, segno che forse lo spettatore italiano non è così stupido come lo si dipinge.

E non c’è solo Quark nel 1986 e 1987 riempie il palazzetto dello sport di Torino, 8000 persone che ascoltano in prima serata i problemi del surriscaldamento climatico, dell’atmosfera, dei mari e del clima. Non contento realizza tre serie TV scientifiche con un linguaggio nuovo e diverso La Macchina meravigliosa, Il pianeta dei dinosauri e Viaggio nel cosmo. In queste serie appare ormai regolarmente il figlio Alberto, che si dimostra assolutamente all’altezza del padre. Il tutto viene esportato in 40 paesi. Poi arriva Ulisse e gli Angela diventano un prodotto italiano di cui andare fieri, forse più della pizza.

La volete sapere una cosa buffa? Piero Angela non è assunto in Rai, gli viene rinnovata la collaborazione di stagione in stagione, finché le cose vanno bene. Fratello precario.

Piero Angela fa della divulgazione scientifica ben fatta e divertente la sua ossessione, la sua ragione di vita. “Ho sempre cercato, nelle mie trasmissioni, di inserire elementi di “incontro” col pubblico, dal linguaggio alle “trovate”, dagli esempi alle “battute”, rifiutando quella finta “serietà” tanto cara all’ufficialità italiana in ogni campo. Io penso che la serietà debba essere nei contenuti, non nella forma”  Ciò che rende speciale Quark è proprio questo: il tono, calmo, sereno, di chi ti sta raccontando qualcosa non per farti sapere che è più intelligente di te, ma perché ci tiene veramente che tu la conosca.

Nel frattempo Angela inizia una lunghissima battaglia che dura ancora oggi contro la pseudoscienza, l’omeopatia, i bufalari, i medium, gli avvistatori di UFO. È infatti uno dei fondatori del CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, fondamentalmente gli Avengers dello scetticismo e del metodo scientifico. Oggi ne è presidente onorario.

Dunque ricordate che prima del Butac, di Mentana che blasta la gente, di noi che cerchiamo in tutti i modi di sconfiggere le fake news, prima di tutto questo c’è Piero Angela che capisce l’andazzo già nel 1989. Per citare Guccini “Tu giri ora, con le tette al vento, io ci giravo già vent’anni fa”. Sul suo petto anche la medaglia di essere stato trascinato in tribunale nel 2000 da due associazioni sulla medicina omeopatica sia per una causa civile che una penale, ed esserne uscito vincitore.

 

Tutto bene? Purtroppo no, perché poi arriva internet, che come una nave che sbarca sul nuovo mondo porta con sé scoperte tecnologiche e una conoscenza infinita, ma anche nuove malattie, come l’idea che il mondo sia tutto un complotto, che la tua opinione valga come quella di un medico, che ci si possa curare col bicarbonato.

 

Grazie a Dio è anche l’era dei meme, l’era delle persone che diventano simboli e vengono ripetuti all’infinito, in ogni declinazione possibile. Piero, ma forse più il figlio Alberto, diventano la gif o la scritta che mescola intelligenza, bellezza e divulgazione, contro i tronisti, i reality e una cultura che predica e glorifica l’ignoranza come virtù.

Ecco perché oggi Piero e Alberto Angela sono diventati un simbolo importante, sono l’icona di un modo di pensare che non si arrende alle soluzioni facili, all’isteria, all’ignoranza, ma che allo stesso tempo rinuncia alla spocchia, alle torri d’avorio e al sentirsi superiori.

Dunque ricorda: “Sii la persona che gli Angela vorrebbero tu fossi”.

Nella stessa categoria: TV

Analytics

Questo sito usa Google Analytics per raccogliere dati sull'utilizzo, in modo da offrire un'esperienza utente sempre migliore. Cliccando su "accetto", permetti di abilitare il tracciamento delle tue interazioni su questo sito web. Potrai revocare il consenso in qualsiasi momento. Troverai l'impostazione dedicata nel pié di pagina di questo sito. Per saperne di più, leggi la nostra privacy e cookie policy

Cookie tecnici

Tutti gli altri cookie presenti sul sito sono di natura tecnica, e sono necessari al corretto funzionamento del sito web.

Altri cookie di terze parti

I cookie di terze parti possono essere bloccati dal browser dell'utente seguendo la procedura descritta nelle privacy e cookie policy.